L’iPhone 16e fa il suo debutto senza la tecnologia MagSafe, una mossa che Apple ha definito strategica per il suo modello entry-level da 729 euro. Secondo l’azienda, il target di riferimento preferisce ancora affidarsi alla ricarica via cavo.
Questa decisione rappresenta un significativo cambio di rotta rispetto alla linea principale di iPhone, che dal 2020 integra il sistema magnetico per la ricarica wireless e accessori. Il nuovo modello offrirà supporto esclusivamente alla ricarica wireless standard Qi a 7,5W, una potenza inferiore rispetto ai 15W del MagSafe sui modelli standard e ai 25W delle versioni Pro.
Nonostante le iniziali speculazioni, l’esclusione del MagSafe non è legata al nuovo modem C1 sviluppato internamente da Apple. I test hanno dimostrato la compatibilità del modem con gli accessori magnetici, smentendo le voci di possibili interferenze tecniche.
La motivazione principale sembra essere di natura commerciale: per mantenere un prezzo competitivo, Apple ha optato per sacrificare alcune tecnologie avanzate. Una strategia simile è stata adottata con l’iPhone SE e ora viene estesa anche alla gamma principale.
Gli utenti dell’iPhone 16e non saranno comunque del tutto privi di opzioni magnetiche: il mercato offre già custodie di terze parti con magneti integrati, consentendo l’uso di supporti e accessori, anche se senza le performance ottimali del MagSafe originale.
Nei punti vendita Apple, il nuovo modello viene esposto su supporti di ricarica wireless specifici che evitano lo scivolamento, dimostrando un’attenzione dell’azienda verso soluzioni alternative per l’esposizione.
Secondo gli analisti, tra cui John Gruber di Daring Fireball, questa scelta riflette una profonda comprensione del mercato da parte di Apple, che ha privilegiato l’accessibilità economica rispetto a una funzionalità non essenziale per il pubblico target.